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Storia, arte e tradizione

Storia

Uno sguardo alla preistoria della Valle Camonica permette di osservare come insediamenti umani siano sorti un po' ovunque a partire dal Paleolitico, creati da popolazioni inizialmente Liguri e Retiche e successivamente Italiche e Celtiche. 

Nell'area esinese la presenza dell'uomo risale alla fine dell'età neolitica e agli inizi dell'età del Bronzo (4000-3000 a.C.), come testimoniano le diverse incisioni rupestri e i reperti archeologici rinvenuti principalmente nella zona di Plemo, sulla sinistra orografica del fiume Oglio. Anticamente il paese si è formato sulla collina della SS. Trinità perché gli esinesi avevano paura del torrente Grigna che spesso straripava (alluvione del 1600!) Nel Medioevo la collina ospitava un castello fortilizio longobardo di cui oggi rimangono solo alcuni parti dei muri perimetrali. La chiesa che vi sorge (SS. Trinità), originariamente era riservata al signore del castello e alla sua famiglia. 

Il paese si estese successivamente sulla sponda destra e sinistra del Grigna. Nel centro storico si può ancora ammirare la torre della famiglia Federici che risale al secolo XII-XIII, a pianta quadrata con un semplice portale in pietra simona: era il baluardo del castello. 

Le incisioni e ritrovamenti

Le incisioni costituiscono rappresentazioni astratte con significati profondamente simbolici, collegati al culto e all'accensione dei fuochi. Questo atteggiamento di rispetto e di aspettativa magica nei confronti delle rocce sacre si protrarrà fino alla tarda cristianizzazione e nei luoghi ritenuti sacri nel passato verranno eretti gli edifici di culto dell'antica comunità cristiana.
A Plemo sono stati rinvenute numerose incisioni rupestri e reperti archeologici

Sono invece più rari i reperti che la terra di Esine ci ha lasciato: dalla collina di Bardisone provengono un'ascia in bronzo della prima Età del Ferro (IX sec. a.C.) e il frammento di una lastra in arenaria recante un'iscrizione di una grande pietra squadrata posta alla base del campanile della chiesa parrocchiale di Esine. Nei pressi della chiesa di S. Maria a Esine, sono venute alla luce tombe romane, a dimostrazione che anche qui come a Plemo, l'area sacra pagana venne cristianizzata.

Dicono di "Eden"

“… piccolo borgo ricco di signorili dimore, di decorate santelle e di “zampillanti fontane” con un centro storico caratterizzato da portali in pietra Simona, in granito, in pietra di Sarnico, cortili con colonnati e loggiati con volta a crociera, per non parlare delle Chiese, dalla Parrocchiale con opere di Callisto Piazza e del Guadagnini all’adiacente chiesetta di S. Carlo, costruita all’interno del complesso della casa parrocchiale e della chiesa dedicata alla Conversione di S. Paolo, con tribunetta lignea forse del Ramus, alla SS. Trinità sull’omonimo colle e a S. Maria Assunta.

Itinerario di visita proposto

La visita inizia da “S. Maria Assunta”, vero gioiello artistico, dove si ammirano le splendide pitture, datate 1491/1493, di Pietro da Cemmo; all’esterno, dal retro, ammirato il bellissimo campanile, si parte per salire al colle Castello, dove si staglia contro il cielo la chiesetta campestre della “SS. Trinità”, risalente all’VIII sec., ricostruita nel XII in forme romaniche e successivamente nuovamente sistemata. All’esterno, dal prato antistante la chiesa, si può osservare, in basso, un buon tratto della Val Camonica, e, volgendo lo sguardo alla Valgrigna, la Chiesa di S. Lorenzo a Berzo Inferiore e i campanili di Bienno; se la giornata è limpida, si può vedere anche la cima dell’Adamello.
Scendendo dalla collina, in via Castello si incontra una delle tante fontane che costellano il paese; arrivati ai piedi di via Castello, in via Leutelmonte, si può ammirare una Madonna con Bambino sulla parete di casa “Campanot” sempre di scuola cemmesca; davanti si apre il portone di casa Rusconi, una delle tante case signorili di Esine, oggetto di una buona ristrutturazione. 
Attraversata la piazza, dove fa bella mostra di sé la fontana scavata in un unico blocco di marmo, si passa davanti alla fontana di El Carobe, raggiungendo poi la “parrocchiale”, con accanto “casa Bardo”, dimora signorile del ‘500. Proseguendo in via S. Paolo e via Torre, si giunge alla “Torre Federici” con annessa l’omonima casa. Percorrendo la vicina via Grigna, dove si trova casa Ronchi, altra dimora signorile con lo “stemma dei Federici”, si incontrano altre fontane, portali e, superato il ponte del Grigna, si può ammirare la “Santella del Ponte” dedicata a S. Gregorio Taumaturgo. 

Nei dintorni (frazione Plemo) si possono visitare le “incisioni rupestri” e le parrocchiali di “Plemo” e “Sacca”. Sempre a Plemo, sulla facciata di una antica casa/torre, si trova lo “Stemma dei Visconti”, simbolo del bighellinismo in Valle e di vassallatica fedeltà ai signori di Milano.
Nella zona pianeggiante del capoluogo, lungo il Grigna, sulla direttrice del torrente Caena, andando andando verso il fiume Oglio per una striscia di circa 500 mt. in lunghezza e 150 mt. in larghezza fra i 260 e 280 s.l.m., immalinconiti per l’incuria e l’abbandono, si possono visitare i “Laghetti”, fenomeno carsico molto interessante dal punto di vista geologico.

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento
12 July 2021