Cultura

Molti sono gli esinesi che si sono distinti, anche fuori dai confini del paese, come protagonisti della cultura italiana.

Ieri…..

Arciprete Giovan Battista Guadagnini (1723-1807) Vero enciclopedico.
Giansenista e cultore di storia, versatissimo nella teologia dommatica e morale, apprezzato studioso di storia, cultore della musica… Di lui Gioberti scrisse: “una delle migliori menti del movimento giansenista”

Fortunato Federici (1778-1842)frate benedettino che operò soprattutto a Padova, come bibliotecario. Autore di numerose opere, tra cui la prima edizione del “Dizionario della lingua italiana” in sette volumi. Profondo conoscitore di libri, codici, manoscritti  fu, a detta dei contemporanei, un benemerito bibliofilo del suo tempo.

Pittor Antonio Guadagnini (1817 -1900)
Lavorò intensamente come affreschista e pittore di tele nelle chiese della Valle Camonica e nel resto della provincia di Brescia, di Bergamo e nel Cremonese, lasciando veri capolavori neoclassici.  

Pittor Giovanni Battista Nodari (1881 - Brescia)
Allievo del Guadagnini, che incoraggiò la sua disposizione per il disegno,  autore di molti ritratti. Il suo lavoro “Ultime preci è stato accolto alla Pinacoteca vaticana. Era scrittore felice con “la corona di fiamma” degno di figurare in una antologia

Laffranchini Francesca (1867-1903)Poetessa e scrittrice.
Maestra elementare,si dedicò appassionatamente agli studi letterari. La sua prosa e i suoi versi poetici recano sempre una nota ricca di calda umanità, una comprensione e una contemplazione estatica della natura, dei suoi monti , della sua terra, insieme con una diffusa malinconia, una inquieta ansia di ricerca, un perenne insoddisfatto bisogno d’affetto.(da Francesca Laffranchini POESIE E PROSE edito nel 1988 da Cassa Rurale Artigiana – Esine).

Don Alessandro Sina (1878-1953
Esinese di adozione, rettore di S. Maria, esimio cultore della storia locale, prete intelligentissimo. Trasfuse nella vasta produzione saggistica una forte lucidità d’analisi, sorretta da una inesauribile passione  nella serietà del metodo, nella fedeltà certosina alle fonti, nella capacità di interpretazione degli eventi, nella chiarezza della trattazione.
Tra le sue opere, spicca per completezza, d’indagine la poderosa monografia “Esine, storia di una terra camuna.”

 Oberto Ameraldi (1908-1990)
Importante figura del mondo scolastico bresciano e regionale.
Insegnante elementare,  Direttore didattico, in ultimo, Ispettore scolastico promuove convegni sulla peculiarità della scuola di montagna, introduce metodologie didattiche innovative(Freinet). Socio fondatore e, poi, Presidente del Centro Camuno di Studi preistorici. A Esine collabora con El Carobe, notiziario parrocchiale, curando due rubriche “Storie di povera gente” e “Modi di dire che scompaiono”.
Scrive due monografie su “Il pittore Antonio Guadagnini” e “Giambattista Guadagnini giansenista bresciano”. Promuove la mostra celebrativa del pittore Gian Battista Nodari

Don Giovanni Antonioli (1917-1992)
Altro sacerdote non nativo di Esine, ma che ben si era inserito nella vita esinese come rettore di S. Maria. Autore di molte opere, collaboratore del notiziario parrocchiale, ha incarnato un esempio unico di prete, in grado di parlare agli “ultimi” come di dialogare con pensatori di statura internazionale come Stanislas Breton.
Si è fatto interprete di un cristianesimo inteso come “agape” nel senso di totale donazione all’altro

Domenico Nodari (1953 – 1992)
Nel Gennaio del 1971, a soli 17 anni e dopo aver partecipato a due collettive locali, esordisce nella prima mostra personale con 32 opere.
Nel 1974 consegue la Maturità Artistica e frequenta lezioni private presso lo studio del Pittore Emilio Del Prato a Costa Volpino (Bg). Nello stesso anno riesce ad ottenere uno dei 20 posti disponibili all’Accademia Brera di Milano.
Nell’estate del 1986 a causa di un incidente stradale subisce l’amputazione del braccio destro che  getta Domenico in un profondo sconforto, perché oltre a limitare fortemente le normali attività quotidiane, sembra precludere la sua passione per la Pittura.
Non sa ancora che diventerà “l’Artista che dipinse con entrambe le mani”.
I primi schizzi, e disegni abbozzati nell’anno 1987 con la mano sinistra, testimoniano ancora una volta la forte passione per l’arte di Domenico.
Osservando le tele del Nodari si nota una inventiva creatrice  che si sbizzarrisce in misteriosi intrecci figurativi ed in suggestive trame ed intuizioni. Ha avuto il merito, attraverso le contorsioni del corpo e le sue tecniche miste, di esprimere la drammaticità della vita.

OGGI......

Rosetta Rossati, sposata con tre figli, casalinga, vive a Plemo di Esine. Circa vent’anni fa, mentre accompagnava il marito a pescare lungo l’Oglio, ha iniziato a “buttar giù”, come dice Lei, alcune sensazioni che provava guardando l’ambiente circostante. Alla sera, a casa, riordinava le idee…., così, ha iniziato a scrivere poesie  su argomenti vari. Il filo conduttore che caratterizza le poesie di Rosetta è la parola “Ricordi”…… della fanciullezza, dei genitori, della famiglia,dei figli. Interessanti sono pure le intuizioni sulla natura, sull’ambiente circostante.
La riflessione “Ricordi” dei suoi rapporti con il padre è molto toccante oltre che indice di un amore paterno e filiale speciale.
Intense le preghiere che sottendono una fede semplice ma profonda.


 

Solitudine
C’è il fuoco davanti a me, il calore è tanta luce,
la serenità, la felicità, ma anche la tristezza
pensando a te.
Tu, che per trovare calore  e un po’ di felicità
ti sei affidata a qualcosa che prometteva
cieli rosa trovando solo il buio e la tristezza.
Tu che per sentirti meno sola
hai venduto il tuo corpo e la tua anima
tu che vivi nelle tenebre
perché anche il sole si è stancato di lottare con il buio
della tua deserta e gelida stanza.
Tu che cercando la felicità,
hai trovato solo tristezza,
oscurità e desolazione.
 

                                                                                                         La solitudine, compagna dei tuoi gemiti.

                                                                                                         La solitudine canaglia, terribile affanno!

                                                                                                       Non c’è gioia, ma lacrime e falsa allegria
                                                                                                       dove c’è l’inganno.

 

 

Ruggero Nodari nasce nel 1947 a Esine dove tuttora risiede. Conseguito il diploma di avviamento professionale si trasferisce, per motivi di lavoro, in Svizzera dove segue corsi di disegno e di pittura.
Rientrato a Esine comincia a dipingere ma avverte  la necessità di perfezionare le sue scelte stilistiche. Si iscrive quindi ai corsi di pittura su porcellana tenuti da Regina Lazzaro.
Appresa e consolidata la tecnica espressiva ne traduce le forti possibilità e le notevoli risorse stilistiche  in opere prevalente-mente ambientate nei borghi valligiani, ritraendone gli scorci caratteristici, le vie immerse nel silenzio operoso, le antiche case che respirano ancora l’eleganza delle cose semplici della vita.
Il tratto del disegno è preciso e la resa dei soggetti si presenta con la finezza incantata di un album fotografico sul quale il tempo diventa poesia del ricordi.
Dal 1988 partecipa   a mostre personali e/o collettive a livello valligiano, regionale e nazionale, oltre che a Marsiglia in Francia, ottenendo premi e lusinghieri riconoscimenti.

 

 

 

Laffranchini Gian Luigi nasce il 17 giugno del 1957 a Esine dove tutt’ora risiede. Inizia a scrivere poesie ancora al tempo delle scuole medie con argomenti riguardanti i primi innamoramenti e l’amicizia.
A 19 anni, sostenuto da don Damiano, allora curato di Esine, pubblica un opuscolo di poesie intitolato “Se anche voi ve ne andate”. Dal 1982, per motivi di lavoro, si trasferisce sul lago di Garda, a Sirmione, dove rimane fino al 1999. E’ questo il miglior periodo d produzione poetica, con spiccato interesse  all’ambiente, agli amici, alle questioni sociali. Raccoglie le sue fatiche letterarie nel volume “Nel gelido silenzio autunnale”.
Tornato a Esine, continua a scrivere poesie con forte vena introspettiva trasmettendo direttamente al lettore forti emozioni e sentimenti.


UNA ROSA PER TE
Una rosa rossa per te.
Perché per me l’amore
 è poesia, perché guardando
quel fiore tu possa ricordare
la mia dolcezza e fra  i suoi
petali tu possa
 scoprire il mio amore per te.

 

 

  

Vielmi Enrico nasce il 28 Novembre 1950 a Esine dove tuttora risiede. Sposato con due figli, pensionato dopo una vita di lavoro, ha iniziato a dipingere come autodidatta, circa quindici anni fa, copiando alcune opere dei grandi pittori del passato. Col passare del tempo s’interessa sempre più di tematiche collegate alla vita quotidiana, con personaggi ripresi durante i lavori  domestici.
Riesce sempre a trasmettere le sue sensazioni in modo immediato.

 

 

 

 

                                                                                                                          “La sacra famiglia”

 

 

Nodari Samuele (Mele) nasce a Esine il 1 ottobre 1951, dove tuttora risiede nella frazione Sacca.
Sposato con due figli, lavora come fruttivendolo ambulante.
Da circa dodici anni si diletta a scrivere pensieri “per alleggerire il tran tran del mio vivere”.
Parla essenzialmente dei fatti quotidiani e di vicende del passato. In occasione delle festività principali, Natale – Psqua, offre a quanti si recano da lui per acquistare frutta e verdura poesie e pensieri molto profondi.
Da qualche tempo, oltre a comporre poesie, le illustra con un tratto semplice ma accattivante.Per un  certo periodo si è anche dedicato alla costruzione di Crocifissi e altri oggetti religiosi utilizzando filo di ferro e filo spinato, con risultati più che apprezzabili. 

 

 

 

 

 

 

 

   Pannello espositivo con poesie e foto

 

 

Milani Giovanni. Fin da ragazzo sono sempre stato attratto dal legno che è natura viva, da cui si può ottenere qualunque oggetto si desideri.
Un giorno ho avuto la fortuna di conoscere un grande scultore e  maestro del legno, il prof.
Ercoli di Bienno. Parlando con lui, capìì che mi piaceva lavorare il legno e mi insegnò il segreto: dal legno si può ricavare ogni oggetto che interessa all’uomo; basta avere creatività e molta pazienza  per vedere l’oggetto che intendi costruire e successivamente metterlo in pratica, eliminando il superfluo, rimane l’oggetto desiderato.
Così piano piano iniziai, come hobbista, a costruire qualche oggetto che mi interessava, fatto con le mie mani.
In commercio trovai la rivista “Fai da te”, da cui appresi i trucchi del mestiere; continuai a costruire, con soddisfazione,  oggetti in legno. Col tempo imparai l’arte del restauro, trovando grandi soddisfazioni, quando parenti e amici mi diedero oggetti da recuperare. Il legno, per me, è sempre vivo anche dopo mille anni.

 

 

Alessandro Federici  Antonio (AFA),  classe 1965, vive e lavora a Esine (BS).
Ha frequentato tra  il 2001 e il 2004, la LABA, libera Accademia delle belle arti di
Brescia, iscrivendosi ai corsi di arti visive, condotte dal docente di pittura Rinaldo Turatti.
Il suo percorso pittorico inizia però da autodidatta,  tra gli anni 1988/89. Come ogni artista che non ha ancora trovato la sua strada molti dipinti del primo periodo ricalcano l’arte di alcuni pittori del passato, ad esempio Mario Schifano, Alberto Burri , Piero Manzoni  e altri.
Solo dopo parecchi anni di lavoro, durati fino al 2003/04,  riesce a trovare, per così dire, una sua strada. Vari periodi si susseguono, come ad esempio una serie di quadri chiamati “Polveri”,”Le ragnatele”, “I latex, e altri ancora. Tra il 2009 e il 2010, sembra che l’artista non abbia più niente da dire, quindi si diletta in lunghe camminate in montagna  fotografando fiori e paesaggi, ma è proprio girando per boschi, montagne e valli che si ritrova in mano degli elementi  già modellati dalla natura; valanghe, acque
, forti venti ed il lento ed inesorabile scorrere del tempo, hanno reso questi elementi  già pronti, l’artista deve solo fare lo sforzo di assemblarli secondo la sua logica, ma a volte lasciando fare anche al caso.

 

 

 

 

 

 

  Titolo dell’opera: Il carro armato
Assemblamento di lattine e bottiglia, trovate per strada, telefonino, legno, pietra , e altro, trapassate da un chiodo acuminato che è riuscito ad infrangere anche un pezzo di pietra situata tra la bottiglia ed il legno.

 

Benedetti Pietro, nato a Sacca di Esine il 03/11/1961, dove risiede tuttora, sposato con due figli, lavora come com-messo presso un super-mercato locale.
Fin da ragazzino ha  nutrito un forte interesse per il disegno e la pittura; tutto ciò che riguardava questi ambiti dell’arte lo affascinava molto. In giovane età, partecipa a piccole mostre di pittura in paese, in alcune delle quali sono stato premiato. Il passaggio dalla pittura alla scultura é stato piuttosto casuale ma in breve tempo quest’ultima lo ha intrigato particolarmente, tanto da partecipare ad una rassegna di sculture in sabbia indetta dal Comune di Rimini dove si è classificato al primo posto.
Da allora si è appassionato ed avvicinato sempre più a questo tipo di arte.
Preferisce l’utilizzo di legni piuttosto duri come ciliegio e noce, ottimi da lavorare, ricchi di venature ed adatti ad evidenziare e definire i particolari.
I temi delle sue opere sono di vario genere anche se principalmente raffigura  soggetti di arte sacra.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La deposizione di Gesù dalla croce

 

 

 

Giacomo Bettoni nasce a Bienno nel 1955 e risiede a Esine da  più di 30 anni.
Dal 1995, in seguito ad un incidente sul lavoro che lo costringe all’immobilità per un anno intero, si avvicina al mondo dell’artigianato, in particolare alla lavorazione del legno con la realizzazione di piccoli oggetti d’intreccio: ceste in vimini, gerle in listelli di nocciolo.
Queste prime creazioni iniziano ad essere apprezzate e riconosciute come prodotti d’artigianato: arriva infatti nell’anno successivo la proposta di esporre i propri lavori alla 3° Mostra Mercato di Bienno; da allora la partecipazione di Giacomo diviene appuntamento annuale per gli appassionati e importante vetrina per la presentazione di vecchi e nuovi lavori.
Lo spirito fantasioso ed artistico di Giacomo lo spingono alla realizzazione di nuovi progetti: nel 2001, la nascita della sua prima nipote Siria, lo indirizza alla realizzazione del primo Pinocchio, personaggio nato nel 1881 dalla penna di Carlo Lorenzini, amato da grandi e piccini, sempre attuale e soprattutto rappresentativo dell’essere umano, capace di vivere con un bonario spirito genuino, ma sempre ricco di incoerenze e contraddizioni.
Il popolo fantastico di Pinocchio si arricchisce anche di tutti i suoi coprotagonisti, come Il Gatto e la Volpe, la Fata Turchina, il Mangiafuoco, completando così il ricco quadro del mondo immaginario di Collodi.
L’evoluzione oggettistica che da vita al ricco filone de “I Pinocchi” comporta la continua ricerca di nuovi materiali e gli consente di lavorare con varie essenze quali pero, frassino, ciliegio, noce, acero, faggio, abete, larice.
Tutti i personaggi sono realizzati artigianalmente in legno, oggetti unici e a tal punto apprezzati da essere dal 2007 parte di una collezione esposta a Collodi, pseudonimo dello stesso autore Lorenzini, nonché paese nativo della madre.     
Una soddisfazione personale ed artistica di questi anni è senza dubbio sapere i miei personaggi nel luogo dove più di ogni altro possono prendere vita”- dice Giacomo, che dagli eventi tragici della vita ha saputo riviversi come artigiano ma soprattutto come artista.

 

Adelmo Zanotti - Darfo 1959- vive e lavora in Esine. Oggi  le sue espressioni d’arte  ab-bracciano la  lavorazione della creta, ma il suo percorso all’interno delle sperimentazioni artistiche è stato lungo.
Comincia con la lavorazione del legno, tecnica che gli permette di  farsi conoscere come artista- artigiano,  di affermare la sua visione di un uomo capace di scoprire  e vivere il valore del lavoro e di accettare la propria terra.
Passa poi alla tecnica della stampa e con l’incisione affina dettagli con i quali trasmette  stati d’animo ed emozioni dell’uomo, bellezze dei paesaggi locali.  Per ultimo scopre e non abbandona più la plasticità e la vitalità della creta.
La terra, elemento primordiale e naturale, permette all’artista di essere creatore, di plasmare forme che nascono direttamente dal contatto con la natura, con l’ambiente, con i paesaggi e con la fede. Le forme, tracciate e delineate  con segni precisi, sono arricchite da sfumature di colore che, grazie alla tecnica Raku,  danno all’opera una modernità ed un equilibrio tra l’astrazione e il reale.
Molte sono le opere che ha realizzato attraverso le quali,  con dimensioni  e forme diverse, dà vita a  paesaggi, a  rappresentazioni sacre, a scorci quotidiani, immortala dettagli della natura e  colori della realtà.
Per Adelmo Zanotti la passione artistica,  consolidata ormai dal-l’esperienza, è un dono da condividere con grandi e piccini. Da tale convinzione nasce l’esigenza sia di collaborare con le scuole del territorio, proponendo laboratori artistici legati a temi fantastici, storici, scientifici, geografici e della tradizione locale, sia di organizzare corsi extrascolastici per tutti coloro che desiderano “sporcarsi le mani” con la creta, sostanza che attraverso la creatività, la pazienza e la precisione riesce ad assumere  forme inaspettate.
 

Marioli Margherita
Nasce a Breno il 28 maggio del 1990, è cresciuta a Esine dove vive tutt’ora.
Affascinata fin da bambina dalla pittura è sempre stata curiosa di apprendere nuove tecniche artistiche. All’età di 8 anni ha accettato con interesse di imparare a dipingere sulla stoffa da una cara amica di famiglia che l’ha aiutata a fare il primo passo nel mondo della pittura e non solo. Dopo 2 anni (nel 2000) a scuola riceve un volantino che riguardava un corso di decorazione su porcellana tenuto dalla pittrice esinese Regina Marzellan (Lazzàro). Ovviamente con entusiasmo si è iscritta e ha partecipato ai corsi per 3 anni. Questi 3 anni non sono stati solo 3 passi, ma 3 enormi scalini che l’hanno portata molto più in alto, e sono stati come una rampa di lancio verso una nuova forma di espressione, sempre più personale. Nel frattempo, invogliata dal professore di educazione artistica alla scuola media ha sperimentato altre tecniche come l’olio su tela, il disegno a carboncino, la scultura in creta, e altre. Negli anni successivi invece di “imparare l’arte e metterla da parte” ha continuato e continua tutt’ora a coltivare queste tecniche artistiche. Dopo aver frequentato il liceo delle Scienze Sociali a Breno si iscrive all’università di Scienze Infermieristiche. Nonostante l’impegno che richiede tale facoltà, nel gennaio del 2011 inizia un corso di scultura modellata  tenuto dagli scultori Adelmo Zanotti e Nadia Gozzi. Qui si appassiona particolarmente al lavoro con la terra refrattaria tanto che continua tutt’oggi a frequentare il laboratorio. Alla ricerca di una tecnica sempre più individuale esegue delle creazioni di studio delle forme, del corpo e forme astratte.